
Ci sono quei pomeriggi quando c’è solo la voglia di fermarsi e abbandonarsi ai pensieri o semplicemente contare le onde o le nuvole passare …. gli spettacoli fatti o quelli ancora da fare, come i chilometri o gli autogrill da visitare, oppure, come quando si apre il rubinetto e si aspetta che la vasca si riempi per poi lasciarvicisi andare… o semplicemente, quando si ha davanti il mare… Così tra questa immensità s’annega il pensier mio.
«Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare»
G.Leopardi
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